Disturbi Specifici dell’Apprendimento

a cura di Sara Manzan


I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSAp) racchiudono un insieme eterogeneo di disturbi con origine neurobiologica caratterizzati da marcate e persistenti difficoltà nei diversi ambiti dell’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo) in assenza di deficit sensoriali e con un funzionamento cognitivo nella norma.

Quali sono e come si manifestano?

La Dislessia Evolutiva è caratterizzata dalla mancata automatizzazione del processo di lettura, che può essere lenta e/o scarsamente accurata;

La Disortografia Evolutiva si esprime invece con la permanenza di un numero elevato di errori nella scrittura rispetto alla media per l’età e la classe frequentata;

La Disgrafia si manifesta invece con difficoltà nell’esecuzione del tratto grafico: la scrittura è poco leggibile, non sono rispettati margini e righe e le lettere possono essere di dimensioni irregolari;

La Discalculia Evolutiva è il disturbo specifico delle abilità numeriche e di calcolo e può manifestarsi con problemi nella codifica e decodifica di numeri, nella memorizzazione di tabelline e semplici somme e sottrazioni, nel conteggio, nello svolgimento di calcoli mentali o scritti.

L’espressività dei DSAp varia in relazione ai diversi profili, alla gravità e all’età del bambino/ragazzo. Possono inoltre manifestarsi singolarmente o in comorbidità, generando un disturbo di tipo misto.

Quando è possibile porre diagnosi di DSAp?

In base alle Linee Guida e ai manuali diagnostici internazionali (ICD-10, DSM-5) si può porre diagnosi di DSAp dalla fine del Secondo anno della Scuola Primaria, ad eccezione della diagnosi per la Discalculia, per la quale è necessario aver concluso il terzo anno della Scuola Primaria.

Questo non significa che non sia possibile riconoscere precocemente alcuni “campanelli d’allarme” per intervenire in modo specifico.

Precedenti difficoltà o disturbi di linguaggio e presenza di familiarità per questi, sono da considerarsi importanti indici di rischio; inoltre, alla Scuola dell’Infanzia è importante tenere presente l’adeguato sviluppo dei prerequisiti necessari per la letto-scrittura e le abilità matematiche.

Nell’avvio dell’apprendimento è poi necessario osservare se il bambino:

  • Confonde lettere graficamente simili o che suonano simili
  • Inverte le lettere
  • Legge molto più lentamente dei suoi coetanei
  • Salta le righe o le parole
  • Anticipa parole prima di averle lette
  • La lettura lo stanca facilmente
  • Scambia suoni visivamente simili per la forma o per suono
  • Salta lettere
  • Fonde o separa parole
  • Compie numerosi errori di ortografia
  • Scrive in modo illeggibile, con maggiori difficoltà nel corsivo
  • Fa numerosi errori anche nel copiare dalla lavagna
  • Mostra stanchezza in compiti di scrittura
  • Fa confusione nella scrittura e nella lettura di numeri
  • Confonde i simboli matematici
  • Fa fatica nel recupero dei risultati di operazioni veloci e di tabelline
  • Compie errori nelle procedure delle operazioni
  • Fatica nella risoluzione di problemi aritmetici
  • Mostra difficoltà nel riconoscimento di quantità (più grande, più piccolo)

Quali sono le figure coinvolte nella diagnosi di DSAp?

Secondo le Linee Guida della Regione Toscana, la diagnosi deve essere effettuata da un’équipe multidisciplinare, composta da Neuropsichiatra Infantile, Psicologo o Neuropsicologo e Logopedista, attraverso l’osservazione clinica e la somministrazione di test standardizzati. Se ritenuto necessario ai fini di una puntuale valutazione funzionale, tale équipe può essere integrata da altri professionisti sanitari.

In seguito alla diagnosi viene svolto un incontro di restituzione con la famiglia, in cui si consegna la relazione della diagnosi funzionale e si discutono le indicazioni per eventuali trattamenti e procedure da attuare. È della famiglia il compito di condividere tale diagnosi con la Scuola, che ha l’obbligo di applicare le misure previste dalla legge 170/2010, stilando un PDP (Piano Didattico Personalizzato) in cui sono specificati obiettivi da raggiungere e l’eventuale uso di strumenti compensativi e misure dispensative, basandosi sulle peculiarità del bambino/ragazzo.